"Noster"

“Al Noster” (“Il Nostro”) è una suonata in 4 quarti dove il primo quarto è riservato alle due campane minori che poi intramezzano, in successione, la terza, il basilone (o mezzana) e la grossa (ultimo quarto).

Quando è la prima suonata di una serie, generalmente viene preceduta da un’introduzione chiamata “Prem” (“Primo”), nella quale il campanaro a banchetto inizia con la campana piccola e progressivamente introduce le campane sempre più grosse nella suonata fermandosi al Basilone (o mezzana). A questo punto effettua una piccola sbacioccata introduttiva alla campana maggiore.

Una volta effettuata la chiamata e bloccata la campana maggiore in piedi, il campanaro a banchetto conclude con una breve sbacioccata in cui, progressivamente, vengono tolte le campane in ordine inverso ovvero dal Basilone (o mezzana) fino alla piccola, che con alcuni botti “in assolo” conclude l’esecuzione.

"Dòpi"

Questa suonata, difficile da descrivere, è leggermente più veloce del Nostro, ma sempre un quattro quarti in cui il singolo campetto si compone di una doppia battuta della terza e del Basilone (o mezzana) sempre intramezzati dalle due campane minori.
Questa regola, però, non è ferrea e molto spesso la suonata viene arricchita dall’estro del campanaro a banchetto.
La bellezza di questa suonata risiede proprio nella sua estrema variabilità e nella difficoltà di esecuzione.

Variante sicuramente interessante del doppio è il doppio con quattro campane che fa di necessità virtù nelle torri dotate di sole quattro campane.
Ormai in questa suonata non esiste più una regola ferrea, ma rimane comunque una linea giuda da seguire.

"Rumaneda"

“La Rumaneda” (“La Romanata” è sicuramente caratteristica della tradizione reggiana. Viene effettuata fermando in piedi (in posizione “a bicchiere) la campana maggiore dopo ogni rintocco. Nel mentre il campanaro a banchetto intramezza componendo piccole sbacioccate introduttive al rintocco successivo della campana maggiore.
I campanari a trave capiscono quando è il momento di lasciare la campana maggiore regolandosi con l’ultimo rintocco della campana più piccola.
Questo segno può essere effettuato con la sola campana maggiore a distesa.

"Arsan"

“L’Arsan” (“Il Reggiano”) è sicuramente la suonata più svelta e vivace del repertorio.
Il campanaro a banchetto intramezza sempre la campana maggiore che tiene un livello basso (dove la torre e le campane lo permettono). Le tre campane maggiori si trovano sempre ad essere in scala in ogni campetto.
Generalmente questa suonata (oppure il doppio) vengono utilizzate in chiusura dove si termina con “l’ultom” (“l’ultimo”) che sfrutta il principio inverso del primo: progressivamente si aggiungono all’inizio della suonata le campane partendo dal Basilone (o mezzana). Una volta giunti verso la conclusione del segno si tolgono progressivamente le campane a partire dalla piccola e rimanendo con la grossa che conclude con alcuni botti.